Gestire lo stress da vacanza

COME GESTIRE LO STRESS DA VACANZA

“Dopo essere stati in vacanza ci vuole una vacanza?”

 

Quante volte ci siamo detti al rientro dalle ferie “Ora avrei bisogno di una vacanza per riposarmi”

Sì perché andare in vacanza è decisamente stressante.

Ma perché è davvero così?

Premesso che questo discorso non vale per chi ha deciso di Vivere una vita in vacanza o è in vacanza da una vita, la domanda è “Come bisogna vivere una vacanza perché ci faccia stare bene e sia rigenerante?”

Il discorso in realtà è ben più complesso della sola partenza per un viaggio, più o meno lungo o più o meno distante, ma partiamo dal principio: 

 

1. Prima di partire

La vacanza inizia molto tempo prima della vera e propria partenza. Già solo Il pensiero di organizzare il viaggio provoca #stress. Progettare tutto della vacanza è faticoso. 

“Dove andremo quest’anno?”

“Ogni volta un posto diverso o sempre nello stesso posto?”

“Lontano o vicino?”

“Al mare o in montagna?”

“E se poi farà troppo caldo?”

“Devo portarla una felpa pesante?”

Insomma, scegliere la destinazione è una delle fasi più critiche delle vacanze. Quasi come se da questa scelta dipendesse tutto l’esito dello stare bene.

Una volta tolto il pensiero della destinazione, ci concentriamo sul lavoro. Eh sì perché a questo punto mettiamo tutta l’energia rimasta per portare a termine le attività lavorative prima di partire. Ma proprio tutte. Non ne vogliamo lasciare nessuna incompiuta!

Questa frenetica corsa per concludere tutto produce un esagerato livello di #stress.

Che si parli di una persona da sola o di una intera famiglia, il carico di preoccupazioni relativo alla progettazione di una vacanza è lo stesso.

Se sei da solo devi decidere con chi andare in vacanza. Col rischio di escludere qualcuno o di partire con quello sbagliato.

Se sei in famiglia, … le preoccupazioni si moltiplicano proporzionalmente per il numero dei componenti!

E fino a qui non siamo neanche ancora partiti.

 

2. La vacanza

Siamo finalmente arrivati.  Ma la verità è che spesso ci ritroviamo a questo punto stremati, fiacchi, spenti e a volte anche malaticci proprio nel momento delle tanto desiderate ferie.

Ci mettiamo almeno un giorno a capire dove siamo, ci mettiamo un altro giorno a renderci conto che ci siamo e a questo punto diciamo “E ora?” 

Abbiamo fatto i conti con ciò che abbiamo lasciato al lavoro?

Il telefono aziendale è acceso?

Abbiamo portato il PC?

Se si decide di spegnere cellulare e PC, bisogna farlo senza rimorsi, avendo preventivamente creato una lista di cose da fare al rientro in modo da tenere sotto controllo l’ansia da prestazione.

Se si decide di tenerlo acceso, bisogna farlo esclusivamente in alcune fasce orarie fisse, e per il resto non ci si deve pensare più.

Eh sì, perché adesso dobbiamo fare #tutto ciò che non siamo riusciti a fare durante l’anno!

Abbiamo rimandato al momento delle vacanze il poter finalmente dormire fino a tardi, iniziare ad andare a correre in modo regolare, visitare tutto il visitabile della località scelta, darsi al free climbing o allo yoga sciamanico come se non ci fosse un domani. Ce la faremo? 

Come riusciremo ad alzarci presto al mattino per andare in quella stupenda spiaggia a 2 ore di auto, se ci eravamo ripromessi di riposare?

Come potremo riposare e godere del totale ozio, dopo che ci siamo impegnati mesi per trovare la meta perfetta? Dobbiamo approfittare di ogni momento!

Se decidiamo di prendere in mano la nostra vita e di fare tutto ciò che avevamo messo sulla lista, saremo stressati, ma se sceglieremo di non fare nulla o parte di ciò che ci eravamo ripromessi, saremo stressati 2 volte.

E chi era abituato a passare 24 ore su 24 con marito, moglie e figli? 

Se i figli sono piccoli ti chiedono la tua presenza costantemente, per giocare, per fare sport e per avere tutte le attenzioni che non hanno mai in altri periodi.

Se i figli sono grandi, vogliono fare i grandi e cercano di stare lontano dai genitori con la conseguenza che rischi di preoccuparti per tutta la vacanza quando non sono con te.

 


3. Il rientro a casa

E poi si arriva al fatidico momento del rientro a casa e al lavoro.

Quello che si è sempre sognato non arrivasse mai.

Si può anche decidere di non far sapere la data del rientro dalle ferie per evitare  ulteriore stress con parenti e amici: questo, oltre a permettere di avere il tempo e la tranquillità per sistemare le valigie e recuperare il ritmo della propria vita a casa, aiuterà anche a rientrare gradualmente agli impegni sociali e lavorativi.

E comunque mai rientrare la sera per tornare al lavoro la mattina dopo: questo sì che crea  l’“Holiday-Blues”, quella forte e indomabile sensazione di tristezza e agonia che ci fa rientrare in ufficio con il capo chinato, la mente altrove, e con un malessere che spesso si manifesta in tachicardia e nervosismo.

E’ una vera e propria patologia riconosciuta dalla comunità scientifica che ne ha certificato l’esistenza e soprattutto prescritto la cura: #riposo, perché se i sintomi sussistono è bene rivolgersi ad uno specialista. Lo stress da rientro potrebbe sfociare in una sindrome ansiosa vera e propria.

 

IN CONCLUSIONE

Come fare perché la vacanza sia veramente un momento utile?

Senza voler raccontare i giusti suggerimenti per vivere bene la vacanza ci rifacciamo ad un concetto molto semplice dello stare bene.

Modificare il modo in cui pensiamo. 

In vacanza bisogna passare dal DEVO FARE al VOGLIO FARE.

Per far sì che una vacanza sia tale bisogna Cambiare il modo di pensare, Fermarsi, Ascoltarsi e Prendere il proprio tempo.

La vacanza non deve diventare l’unico stratagemma per rigenerarsi, ma deve essere uno spazio in cui allontanarsi dai doveri e dai programmi.

In vacanza si va per provare ciò che VERAMENTE SI VUOLE FARE.

Può sembrare banale ma in realtà è l’unica cosa da fare.

 

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